Ed. Marsilio Tempi
Anna Momigliano
Karma Kosher
I giovani israeliani tra guerra, pace, politica e rock’n’ roll
pp. 144 ca, euro 12,00
Per alcuni Israele è un ideale, un modello astratto su cui proiettare sogni e aspirazioni. Per altri è l’incarnazione di tutto quello che di peggio esiste nella cultura occidentale: violenza, arroganza, imperialismo
Dida della copertina
L’illustrazione del fumettista israeliano Mysh è pubblicata per gentile concessione di Achbar Ha’Ir.
La rivista più figa di Tel Aviv.
Fraintendere Israele è facile. Ma tentare di cavarsela dicendo che “Israele è un paese come molti altri” sarebbe ipocrita, perché di “normale” Israele non ha davvero nulla: è una gabbia di matti, un paese meraviglioso e affascinante, durissimo e schizofrenico, ma soprattutto una nazione con una disperata voglia di vivere e di sopravvivere.
Scrivere di Israele senza scrivere di politica non avrebbe senso, perché lì il pubblico diventa quasi sempre privato. Ma scrivere di Israele riducendolo solo a un simbolo politico non renderebbe giustizia a questa nazione unica. Avere la pretesa di raccontare in un solo libro Israele in tutta la sua storia e in tutte le sue sfaccettature, poi, sarebbe impossibile.
Così questo libro ha l’unica pretesa di raccontare Israele così com’è stato negli ultimi quindici anni e lo fa da un’angolazione molto particolare, dal punto di vista della “generazione Libano”, o “generazione Rabin”: ovvero i giovani israeliani, con un background laico e progressista, che erano adolescenti negli anni Novanta.
Anna Momigliano racconta i loro sogni, le loro guerre, le loro vittorie e le loro sconfitte, senza però perdere mai di vista quello che accade nel resto del paese. Si sofferma sul movimento pacifista israeliano, dagli anni delle grandi manifestazioni di piazza al suo declino, passando per refusenik e rockstar ribelli. Ma dà anche molto spazio alla cultura popolare israeliana spesso ignorata in Italia ma che offre un'importante finestra sul “pianeta Israele”.
L’espressione «Karma Kosher» è nata per descrivere la diaspora israeliana «new age» in India: circa 40 mila ragazzi che, dopo anni di servizio militare, si trasferiscono in Oriente alla ricerca di una valvola di sfogo.
Per estensione, è l’universo dei giovani israeliani: un mondo sospeso tra tradizione e trasgressione, tra il desiderio di libertà e un fortissimo attaccamento all’identità nazionale.
Anna Momigliano